Coronavirus, M5S Palermo: “Scarcerazione boss ferita a sicurezza collettività. Facciamo fatica a comprendere”

“Quella contro la mafia è una guerra e nelle guerre non si fanno sconti. La differenza tra la guerra al coronavirus e la guerra alla mafia è che nel primo caso presto ci sarà un vaccino, mentre nel secondo no. La “cura” contro la mafia ci è costata vite, come quelle di Falcone e Borsellino, e per questo non dobbiamo lasciare la strada sin qui tracciata. Non possiamo tacere di essere profondamente scossi innanzi alle notizie di stampa che riferiscono dell’applicazione della detenzione domiciliare ad uno storico boss della mafia sino ad oggi sottoposto al regime del 41bis”. Lo affermano in una nota i parlamentari nazionali del Movimento 5 Stelle, Roberta Alaimo, Valentina D’Orso e Adriano Varrica.

“Fermo restando che occorrerebbe prendere piena conoscenza delle motivazioni offerte dalla magistratura a supporto della decisione – aggiungono i deputati M5S – facciamo fatica a comprendere a quali concreti rischi di contagio possano essere esposti proprio i detenuti sottoposti al cosiddetto carcere duro, che sono praticamente isolati sia all’interno sia soprattutto rispetto all’esterno, tanto più in un momento in cui i rari colloqui consentiti con i familiari risultano sospesi in forza delle norme introdotte con il DL “Cura Italia”. Proprio nel decreto, ricordiamo per smentire la sistematica e becera opera di sciacallaggio e disinformazione portata avanti da Salvini e dalla Lega, abbiamo ribadito, nero su bianco, l’assoluta preclusione della detenzione domiciliare ai detenuti condannati per reati ostativi, primo fra tutti per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, e ciò anche qualora il residuo di pena da scontare sia esiguo. Non possiamo quindi che lanciare un grido di allarme in quanto provvedimenti come questo rischiano di infliggere una ferita alla sicurezza della collettività”.