Schede lavoro Valentina D’Orso (M5S Camera)

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Concorso MIUR 253 funzionariDocenti Licei musicalipartecipazione delle persone diversamente abili agli spettacoliFondo inquilini morosi incolpevoliGratuito patrocinio PON Metro Palermo 2014-2020Istituzione di un registro nazionale di traduttori e interpreti Notificazioni a mezzo posta elettronica certificata da parte degli ufficiali giudiziari I compensi dei custodi giudiziari e curatori dell’eredità giacente: riordino della normativa Reddito di cittadinanza e persone senza fissa dimora

Descrizione situazione

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con decreto del 19 marzo 2018 ha bandito un concorso pubblico, per esami, a n. 253 posti, per l’accesso al profilo professionale di funzionario amministrativo-giuridico-contabile, del ruolo del personale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per gli uffici dell’Amministrazione centrale e periferica.
In data 11 settembre 2018, il Ministero ha comunicato le date di svolgimento delle prove selettive e pubblicato gli elenchi delle sedi della prova sulla base delle quali i candidati sono stati costretti a svolgere la prova nelle sedi regionali e interregionali secondo il criterio della data di nascita. Ciò ha comportato (anche in spregio al principio di non discriminazione) che, alcuni candidati hanno sostenuto, senza difficoltà e costi, la prova, proprio nella loro città di residenza, e altri, invece, hanno dovuto raggiungere, con difficoltà e costi, piccoli e sconosciuti centri cittadini difficili da raggiungere. Alla luce di ciò, i criteri e le modalità osservati dal MIUR per l’organizzazione di siffatto concorso parrebbero non aver garantito una prova trasparente, uniforme e coordinata su tutto il territorio nazionale. Invece, la preselezione di un concorso pubblico è una fase importante in quanto costituisce il momento nel quale viene esclusa la maggior parte dei candidati, e non può prescindere da una organizzazione efficiente ed adeguata delle prove concorsuali, oltre che svolgersi secondo criteri e modalità che ne garantiscano i principi di imparzialità, di trasparenza e di parità di trattamento tra tutti i candidati.

Obiettivi

1. Garantire l’ottimale e adeguato svolgimento delle procedure concorsuali pubbliche in ossequio ai principi di imparzialità, parità di trattamento tra tutti i candidati, e di trasparenza.

Attività svolte

https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/01197&ramo=CAMERA&leg=18

Descrizione situazione

Nel 2010 si è avuta l’istituzione dei Licei musicali e Coreutici su tutto il territorio nazionale, e con regolamento di cui al D.P.R. n. 19 del 14 febbraio 2016 sono state istituite delle nuove classi di concorso per l’accesso all’insegnamento delle discipline musicali.
Il Ministero dell’istruzione, con bando del 23 febbraio 2016, ha indetto il concorso per titoli ed esami finalizzato al reclutamento del personale docente per i posti comuni dell’organico dell’autonomia della scuola secondaria di primo e secondo grado, tra cui vi erano i posti destinati ad insegnamenti musicali, da assegnare nel corso del triennio 2016/2018.
Ai sensi dell’art. 17 del d.lgs. n. 59 del 13 aprile 2017, è stato disposto che solamente il 50% dei posti di docente vacanti e disponibili nelle scuole secondarie, tra cui i licei musicali, fosse coperto mediante scorrimento delle graduatorie di merito della citata procedura concorsuale.
Nei licei musicali di alcune regioni, molti posti disponibili per Teoria, analisi e composizione nonché di Tecnologie musicali sarebbero stati coperti a tempo indeterminato da personale di ruolo titolare di cattedre presso la scuola secondaria di primo grado (che ha fatto domanda di mobilità), privi di un titolo e una formazione specifica per l’insegnamento nei licei musicali. Tutto ciò ha comportato una diminuzione del numero di cattedre messe a concorso per gli insegnamenti musicali, impedendo a tutti i docenti vincitori di concorso di conseguire l’immissione in ruolo.
In merito, secondo un recente orientamento della giurisprudenza di legittimità il vincitore di un concorso vanterebbe un vero e proprio diritto ad essere assunto, tra l’altro, entro un termine ragionevole.

Obiettivi

Conseguire l’obiettivo, a far data dall’anno scolastico 2019/2020, dell’immissione in ruolo del personale docente destinato ad insegnamenti musicali, vincitore di concorso indetto con bando MIUR del 23 febbraio 2016 – come previsto dalla L. n. 107 del 13 luglio 2015.

Attività svolte

18/10/18

Depositata interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
(https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/01416&ramo=CAMERA&leg=18)

Descrizione situazione

A seguito di un incontro con alcuni disabili, ho appreso che, spesso, quest’ultimi, per assistere a concerti o altri eventi simili, sono costretti ad acquistare dei biglietti a un prezzo maggiorato rispetto a quello di base, perché nel nostro ordinamento non pare esserci nessuna norma che preveda delle agevolazioni economiche (attualmente, l’accesso gratuito è previsto solo per i musei). E l’eventuale beneficio dell’accesso gratuito per il disabile o per l’accompagnatore è rimesso a una scelta discrezionale di chi gestisce lo spettacolo o l’evento.
Secondo quanto previsto dalla nostra normativa nazionale e dai principi di uguaglianza e di solidarietà sociale previsti dalla Carta Costituzionale, non può essere praticata alcuna discriminazione in pregiudizio delle persone con disabilità. Ciò in accordo con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità che dispone che gli Stati Parti devono adottare tutte le misure appropriate a tutela dei disabili al fine di assicurare loro l’accesso, in maniera eguale a tutti gli altri, agli eventi culturali.

Obiettivi

Obiettivi
1. Rafforzare e promuovere le politiche di sostegno a favore delle persone diversamente abili;
2. Monitorare l’attuazione della legislazione vigente in materia, specie sul piano sanzionatorio;
3. Rimozione di tutti i descritti ostacoli che impediscono il pieno rispetto della dignità umana, dei diritti di libertà e di autonomia delle persone diversamente abili.

Attività svolte

17/10/18

Depositata interrogazione a risposta scritta al Ministro per la famiglia e le disabilità
(https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/01403&ramo=CAMERA&leg=18)

Descrizione situazione

Nel 2013, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, ha istituito un Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli.
Il Fondo sostiene i soggetti destinatari di un atto di intimazione di sfratto per morosità (e impossibilitati a provvedere al pagamento del canone di locazione) attraverso l’intervento dei Comuni ad alta tensione abitativa che, sulla base delle linee guida predisposte da ciascuna regione, pubblicano il bando comunale per l’accesso al fondo e provvedono all’espletamento delle procedure richieste.
Da un monitoraggio dei dati acquisiti attraverso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti risulta che le risorse assegnate ai Comuni non sono state sempre integralmente erogate ai richiedenti per la riscontrata presenza di alcune criticità relative ai requisiti di accesso. In particolare, sarebbe di ostacolo, la previsione, tra i presupposti per l’accesso, di essere già destinatari di una intimazione di sfratto e la contestuale richiesta, tra le condizioni per l’erogazione, di allegare una dichiarazione rilasciata dal locatore che manifesti la disponibilità di quest’ultimo a sospendere o differire l’esecuzione dello sfratto di tanti mesi quante sono le mensilità «coperte» dal contributo ovvero di allegare un nuovo contratto di locazione regolarmente registrato o una dichiarazione di disponibilità alla stipula di un nuovo contratto. Ma è evidente che per il soggetto che si trovi a non poter offrire alcuna garanzia di pagamento o solvibilità futura, ovvero che vada oltre il periodo coperto dalla misura, sia impossibile raccogliere le disponibilità suddette da parte del vecchio locatore.
Per tali motivi, occorrerebbe intervenire sull’articolo 3 del decreto ministeriale 30 marzo 2016 che disciplina i criteri per l’accesso ai contributi, per sopprimere la lettera b) del primo comma che prevede che il richiedente debba essere destinatario di un atto di intimazione di sfratto per morosità con citazione per la convalida. Ciò in maniera tale da consentire al soggetto richiedente di poter beneficiare delle risorse per far fronte alla propria condizione di morosità incolpevole in un momento anteriore all’atto di intimazione di sfratto, anche al fine di favorire evidenti effetti deflattivi del contenzioso giudiziario.

Obiettivi

Obiettivi
1. Rendere maggiormente efficace lo strumento del Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli attraverso la revisione dei criteri di accesso e delle modalità di funzionamento del Fondo.

Attività svolte

29/12/2018

Depositato ordine del giorno (accolto in data 30.12.2018) in occasione dell’esame in aula della Legge di bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019, e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 (L. n. 145 del 30 dicembre 2018).
(https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=9/01334-B/088&ramo=CAMERA&leg=18)

Descrizione situazione

L’articolo 15 del decreto legge del 4 ottobre 2018, n. 113 (cd. decreto sicurezza) all’esame dell’aula in data 28 novembre 2018 prevedeva l’introduzione di un nuovo articolo 130-bis al Testo unico in materia di spese di giustizia, stabilendo al primo comma che, nell’ambito del processo, dunque anche nel campo civile, la dichiarazione di inammissibilità dell’impugnazione comportasse la mancata liquidazione del compenso al difensore ammesso al gratuito patrocinio.
L’istituto del patrocinio a spese dello Stato è già compiutamente disciplinato dal Testo unico in materia di spese di giustizia che si occupa di definire i requisiti e le condizioni per esservi ammessi, le modalità di presentazione dell’istanza di ammissione nonché, tra l’altro, i criteri in base ai quali gli avvocati che prestino la propria opera possano vedersi corrisposti onorari e spese.
Il nuovo articolo 130-bis del testo unico spese giustizia estende, dunque, anche al giudizio civile una misura già prevista nel settore penale. Inoltre, per le stesse impugnazioni civili, l’articolo 120 del TU spese di giustizia prevede che la precedente ammissione al patrocinio a spese dello Stato vada rinnovata per le impugnazioni. Si aggiunge, altresì, che l’articolo 136 del Testo unico spese giustizia prevede che venga revocata l’ammissione al gratuito patrocinio a spese dello Stato in caso di azione o resistenza in giudizio da parte dell’ammesso con malafede o colpa grave senza riconoscimento, in tal caso, di alcuna liquidazione del compenso al difensore.

Obiettivi

Obiettivi
1. Impegnare il Governo al riordino dell’intera materia del gratuito patrocinio in favore dei soggetti meno abbienti, nei diversi settori del nostro ordinamento giuridico.

Attività svolte

27/11/2018

Depositato ordine del giorno (accolto in data 28.11.2018) in occasione dell’esame in aula del decreto legge del 4 ottobre 2018, n. 113 (cd. decreto sicurezza).
(https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=9/01346/142&ramo=CAMERA&leg=18)

Descrizione situazione

Il comune di Palermo è destinatario dei fondi del Programma Operativo Nazionale Città metropolitane (PON Metro 2014-2020).
Con delibera della Giunta comunale n. 253 del 30 dicembre 2014 è stato approvato il Documento di strategia urbana contenente le linee progettuali da attuarsi nell’ambito di tale programma operativo che prevede una strategia integrata di politiche di sviluppo urbano intelligente, inclusivo e sostenibile, strutturata in cinque assi, tra cui l’Asse 4 relativo alle Infrastrutture per l’inclusione sociale.
Nella versione del suddetto programma operativo precedente a quella aggiornata e integrata del mese di aprile 2018, per il progetto PA 4.1.1.c, si era previsto di attuare un’azione di recupero degli immobili di via Painell, via G.B. Caruso e Corso Scinà, attraverso interventi di manutenzione straordinaria e di adeguamento energetico per un costo totale di € 3.000.000,00.
Ad oggi, invece, nella versione aggiornata e integrata del piano operativo, per il progetto PA 4.1.1.c, aggiornato al mese di ottobre 2018, si è pianificato di provvedere su un diverso immobile confiscato alla mafia sito in via F.P Cascino in località Inserra, da realizzare nel periodo 01/2018-06/2023, per un costo totale di € 2.600.000,00.
Alla luce di ciò, si è reso necessario verificare, attraverso una lettera inviata all’Organismo intermedio del programma operativo, le ragioni che hanno indotto le Autorità Istituzionali competenti a individuare un immobile diverso rispetto a quello specificato nel precedente piano operativo, e di essere aggiornati sul relativo cronoprogramma dei lavori dell’ultimo intervento messo in programma.
A seguito della richiesta di informazioni inviata, si è avuta risposta dell’Organismo intermedio con lettera del 13 dicembre 2018 per comunicare che i due immobili di Corso Scinà, individuati precedentemente, non sarebbero stati compatibili con il finanziamento PON Metro dal momento che l’intero edificio necessiterebbe di verifiche strutturali; e che l’intervento attuale in programma relativo all’abitazione di Via F. P. Cascino sarebbe stato sospeso, in attesa di una ulteriore valutazione circa la reale fattibilità tecnico/finanziaria dello stesso.

Obiettivi

1. Verificare che il Programma Operativo sia gestito e attuato conformemente al principio di sana gestione finanziaria e adempia a tutte le funzioni stabilite dal Regolamento UE n. 1303/2013;
2. Verificare il raggiungimento dei risultati propri dell’ambito dell’Asse 4, relativo alla riqualificazione delle infrastrutture da destinare all’inclusione sociale.

Attività svolte

26/11/2018

Richiesta informazioni inviata all’Organismo intermedio PON Metro Palermo 2014-2020

https://drive.google.com/drive/folders/10XaZQJnk8wUEMVueu8rWYir2hWmvBALq

Descrizione situazione

Il 20 ottobre 2010, il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea hanno adottato la direttiva 2010/64/UE sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali ai sensi della quale gli Stati membri si sarebbero dovuti impegnare, attraverso l’attuazione della stessa, a istituire un registro o dei registri di traduttori e interpreti indipendenti e qualificati in grado di assistere, in ogni paese dell’Unione europea, gli imputati che non parlano la lingua di quel Paese.
L’Italia recepisce tale direttiva solo nel 2014, con il decreto legislativo n. 32, non provvedendo però all’istituzione di alcun registro e/o elenco di traduttori e interpreti per i procedimenti penali, per cui chiunque può iscriversi, anche senza laurea, semplicemente dichiarando di conoscere una determinata lingua.
Poiché gli interpreti e i traduttori, quali ausiliari del giudice prestano la loro attività nell’interesse generale della giustizia, oltre che in quello comune delle parti, urge provvedere all’istituzione di un registro di traduttori e interpreti indipendenti e qualificati, assicurando loro un compenso dignitoso in ossequio ai principi costituzionali in tema di tutela del lavoro e di equa e adeguata retribuzione delle prestazioni lavorative.

Obiettivi

Conseguire l’obiettivo dell’istituzione di un registro nazionale di traduttori e interpreti indipendenti e qualificati, con la previsione di un compenso dignitoso, attraverso la modifica della normativa nazionale di recepimento della direttiva 2010/64/UE.

Attività svolte

7/02/2019

Depositata interrogazione a risposta scritta indirizzata al Ministro della Giustizia
https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/02200&ramo=CAMERA&leg=18

Descrizione situazione

Le notificazioni a mezzo posta elettronica certificata da parte degli ufficiali giudiziari sono regolamentate dall’articolo 149-bis del codice procedura civile che al comma 4 stabilisce così: «L’ufficiale giudiziario redige la relazione di cui all’articolo 148, primo comma, su documento informatico separato, sottoscritto con firma digitale e congiunto all’atto cui si riferisce mediante strumenti informatici, individuati con apposito decreto del Ministero della giustizia». Invero, tale decreto ministeriale che dovrebbe individuare i citati strumenti informatici non sarebbe stato ancora emanato, rendendo tale forma di notificazione di difficile realizzazione.
Nonostante sia stato emanato il decreto ministeriale 21 febbraio 2011, n. 44 con il quale è stato adottato il Regolamento concernente le regole tecniche per l’adozione nel processo civile e penale delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione, quest’ultimo regolamento non pare dettare delle regole tecniche circa le modalità operative attraverso le quali dovrebbe realizzarsi, concretamente, siffatta attività di notificazione da parte degli ufficiali giudiziari.
In merito, persistono numerosi problemi di natura tecnica e lacune normative, pertanto urge implementare l’attuale normativa operativa sulla notificazione a mezzo posta elettronica certificata da parte degli ufficiali giudiziari.

Obiettivi

1. Conseguire l’obiettivo di implementare l’attuale normativa operativa sulla notificazione a mezzo posta elettronica certificata da parte degli ufficiali giudiziari.

Attività svolte

14/02/2019

Depositata interrogazione a risposta scritta indirizzata al Ministro della Giustizia
https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/02264&ramo=CAMERA&leg=18

Descrizione situazione

Le spettanze dei custodi giudiziari, quali ausiliari del giudice dell’esecuzione nell’ambito delle procedure esecutive immobiliari e/o mobiliari, sono oggetto di specifica disciplina contenuta agli articoli 58 e 59 del decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002.
In attuazione del combinato disposto degli articoli 58 e 59 citati è stato emanato il decreto ministeriale n. 265 del 2 settembre 2006 recante il regolamento relativo alla determinazione dell’indennità spettante al custode dei soli veicoli a motore e dei natanti, stabilendo che per le altre categorie di beni si applichino, in via residuale, gli usi locali. Successivamente, è stato emanato il decreto ministeriale n. 80 del 15 maggio 2009 relativo ai compensi per le sole attività ordinarie e straordinarie di custodia dei beni immobili, per l’attività di custodia dei beni mobili e per l’attività di custodia presso i locali del debitore.
Il custode giudiziario è una longa manus del giudice, in quanto, quale ausiliario del giudice, sostituendosi al titolare dei beni che gli sono affidati, ha l’obbligo di conservare e amministrare il bene pignorato con la diligenza del buon padre di famiglia secondo le direttive impartitegli dal giudice.
In tale ambito, pare mancare una normativa organica dalla quale ricavare dei criteri certi da seguire per la determinazione del compenso spettante ai custodi giudiziari. Analoghe lacune normative si registrano, inoltre, per la determinazione dei compensi dovuti alla figura del curatore dell’eredità giacente ex articolo 528 del codice civile, nonché al curatore dell’eredità rilasciata ai creditori ex articolo 508 del codice civile.
Pertanto sarebbe necessario stabilire dei criteri certi cui ancorare la determinazione dei compensi.

Obiettivi

1. Conseguire l’obiettivo di un riordino della normativa in materia dei compensi dei custodi giudiziari e curatori dell’eredità giacente

Attività svolte

14/02/2019

Depositata interrogazione a risposta scritta indirizzata al Ministro della Giustizia
https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/02268&ramo=CAMERA&leg=18

Descrizione situazione

L’art. 2, co. 1, lett. a), punto n. 2 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (all’esame dell’aula il 20 marzo 2019 per la conversione in legge con modificazioni) prevede, quale requisito per ottenere il beneficio, che il componente richiedente sia residente in Italia per almeno dieci anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento di presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del benefìcio, in modo continuativo.
Con messaggio n. 689 del 20 febbraio 2019 la Direzione centrale Ammortizzatori sociali dell’INPS ha fornito delle istruzioni operative per la corretta gestione dell’istruttoria delle domande e dei pagamenti delle prestazioni a sostegno del reddito. Secondo queste istruzioni, tra i requisiti necessari per il riconoscimento del diritto alla misura del reddito di cittadinanza è prevista la residenza «effettiva» del beneficiario nel territorio dello Stato italiano. E qualora il soggetto richiedente la misura del reddito di cittadinanza, risulti registrato nell’Archivio Anagrafico Unico tenuto presso l’INPS (ARCA) come «irreperibile» o «senza fissa dimora», la domanda deve essere sospesa fintantoché il soggetto non regolarizzi la sua posizione presso il Comune. Nelle stesse istruzioni non vengono indicate le modalità con cui il soggetto possa regolarizzare la propria posizione.
Le citate istruzioni dell’INPS non chiariscono se la segnalazione di soggetto «senza fissa dimora» riguardi anche i soggetti che, pur vivendo tale condizione, risultino comunque iscritti nel Comune dove vivono abitualmente per essere presi in carico, ad esempio, da associazioni di volontariato che li assistono (ed ove hanno posto il loro «domicilio») ovvero risultino iscritti tramite il meccanismo della c.d. «residenza fittizia o virtuale». Allo stesso modo l’INPS non chiarisce se per regolarizzare la posizione sia sufficiente che il soggetto «senza fissa dimora» ottenga l’iscrizione anagrafica ponendo il proprio domicilio presso l’ente assistenziale pubblico o privato che lo ha in carico ovvero, in alternativa, mediante l’assegnazione della c.d. residenza «fittizia o virtuale».
Poichè sussistono delle lacune normative e, soprattutto, operative riguardo alla concessione della misura del reddito di cittadinanza nei confronti delle persone senza fissa dimora, pare opportuno chiedere al Governo esplicitare tramite un decreto attuativo ovvero con altra idonea iniziativa, i criteri e le norme giuridiche, nonché le modalità operative attraverso cui i soggetti «senza fissa dimora» possono accedere concretamente alla misura del reddito di cittadinanza, e nel caso di difficoltà tecnica di concessione della stessa prestazione assistenziale, in che modo potranno regolarizzare la loro posizione e sopperire alla mancanza del requisito della residenza «effettiva» per poter comunque beneficiare della misura.

Obiettivi

1. Sollecitare il Governo ad emanare un idoneo provvedimento attraverso il quale chiarire i criteri, le norme giuridiche, nonché le modalità operative attraverso cui i soggetti “senza fissa dimora” possono accedere concretamente alla misura del reddito di cittadinanza.

Attività svolte

20/03/2019

Depositato ordine del giorno (accolto in data 21/03/2019) in occasione dell’esame in aula della conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.
(https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=9/01637-AR/058&ramo=CAMERA&leg=18)