Referendum e democrazia diretta

Di Roberta Alaimo (M5S Camera)

Stiamo portando avanti un grande cambiamento culturale nel nostro Paese. Un esempio ne è il provvedimento che abbiamo esaminato in I commissione Affari Costituzionali, di cui faccio parte, arrivato in aula nei giorni scorsi. La modifica dell’articolo 71 della Costituzione ‘Iniziativa legislativa popolare e Referendum’ rappresenta un’apertura, un’incentivazione alla vita politica dei cittadini, l’introduzione della democrazia diretta e della partecipazione. Per noi il cittadino deve contare, deve partecipare e deve sentirsi valorizzato nel partecipare alla vita politica del proprio Paese, dall’altra parte il Parlamento deve ascoltare la voce dei cittadini.

Base del provvedimento è la possibilità per i cittadini di presentare una proposta di legge sottoscritta da 500.000 firme e l’obbligo per il parlamento di analizzarla entro 18 mesi. Sul quorum, le audizioni in commissione di diversi costituzionalisti e il dibattito costruttivo in commissione, ci hanno fatto propendere per un quorum approvativo al 25%, sia per il referendum propositivo sia per quello abrogativo (art. 75 della Costituzione). Ovvero la proposta referendaria passerà se si supereranno i no e al contempo supererà il 25% dell’elettorato. Questa è garanzia dell’approvazione di proposte che godono di un ampio consenso. 

Molte osservazioni sollevate dalle opposizioni sono state recepite in maniera costruttiva perché la Costituzione è di tutti e non solo di uno schieramento politico. Il metodo che abbiamo adottato in commissione, di ascolto e recepimento delle istanze delle opposizioni, sicuramente è stato un metodo diverso da quello usato in passato che andava avanti a colpi di maggioranza.

La criticità, per esempio, del ballottaggio tra testo referendario e legge approvata dal Parlamento viene superata.  Si esclude infatti il voto popolare sulla controproposta parlamentare. Andrà a referendum soltanto la proposta sostenuta dalle 500.000 firme. Si esclude anche il referendum per modifiche meramente formali. Si inserisce, inoltre, un controllo di ammissibilità esteso a tutti i parametri costituzionali.

Con questo provvedimento non vogliamo contrapporre palazzo in piazza, ma creare una sinergia tra le diverse forze con l’unico obiettivo di fare il bene del nostro Paese. Il Parlamento può adesso darsi forza recuperando in modo costruttivo ciò che viene da fuori dai palazzi. I cittadini potranno sentirsi valorizzati e responsabilizzati nel poter esprimere e portare avanti le proprie idee. 

Cambiamento e partecipazione sono due nuove sfide di questo Governo, il Governo del Cambiamento.