Imprese sociali, Di Piazza: “In Commissione speciale DLGS per tutelare da amministrazioni insolventi”

“Abbiamo ancora impresso nella mente lo sfratto di Sergio Bramini, l’imprenditore che vantava un credito con lo Stato di 4 milioni di euro, mandato in rovina e costretto a lasciare la sua casa. Una vera ingiustizia. Con il parere votato in Commissione speciale al Senato, sullo schema di decreto legislativo dedicato alla disciplina in materia di impresa sociale, il MoVimento 5 Stelle ha voluto dare un primo segnale, cominciando concretamente a tutelare quelle imprese, in questo caso quelle sociali, che dovessero trovarsi nella sfortunata situazione di imbattersi in amministrazioni pubbliche insolventi”.
Lo afferma il senatore M5S Steni Di Piazza, relatore del parere votato, in Commissione speciale al Senato, sullo schema di decreto legislativo dedicato alla disciplina in materia di impresa sociale.
“Vogliamo dare una boccata d’ossigeno ai sindaci italiani – continua il senatore cinquestelle – e tutelare le imprese sociali, realtà che per noi rappresentano un tassello fondamentale della nostra collettività sul piano civico e solidaristico. Abbiamo contemplato l’opportunità di intervenire normativamente per creare uno specifico fondo di garanzia a copertura del rischio legato a una eventuale insolvenza delle amministrazioni pubbliche debitrici nei confronti di questa tipologia di soggetti economici, e lavoriamo per snellire i tempi di pagamento in favore di chi contribuisce a erogare servizi territoriali essenziali, a dimostrazione che il M5S affronta in tutte le sue sfaccettature il problema dei debiti della pubblica amministrazione verso i fornitori”.
“Oltre a questo – spiega – nel parere abbiamo chiesto di togliere qualunque deroga al giusto principio del rapporto 1 a 8 come divario salariale massimo tra gli addetti di una stessa impresa sociale. E puntiamo, infine, a una riformulazione dell’articolo 2, in modo da evitare che l’impresa stessa possa licenziare gli svantaggiati alla scadenza del termine dei 24 mesi, periodo dopo il quale, appunto, si perde la qualifica di lavoratori svantaggiati”.
“Il Sud – conclude – oltretutto, spesso destinatario di misure straordinarie a sostegno delle imprese sociali per la realizzazione di progetti di investimento, con l’attuazione di questo parere potrebbe contare su una tutela che finora non è mai stata garantita”.